"Oltre l'invisibile. Dove scienza e spiritualità si uniscono" di Federico Faggin
L'ultimo libro di Federico Faggin è il frutto di 35 anni di studio sulla coscienza umana e rappresenta una sintesi del pensiero di Faggin, strutturata in forma di dialogo — una scelta stilistica che ricorda le grandi tradizioni filosofiche, dai dialoghi platonici alle conversazioni galileiane Goodreads, rendendo il testo più accessibile rispetto ai precedenti.
La tesi centrale è che scienza e spiritualità, apparentemente opposti, siano in realtà due facce della stessa medaglia. Faggin parte dalla fisica quantistica per sfidare il paradigma materialista e riduzionista dominante, che considera l'uomo come una macchina classica. Secondo Faggin, la fisica ha studiato finora esclusivamente l'esteriorità dell'uomo e ora è giunto il momento di indagarne l'interiorità.
Il cuore del libro è la proposta di una nuova disciplina chiamata Nousym — un termine che rappresenta l'unione di "nous" (intelletto) e "system" (sistema), simbolizzando l'interconnessione tra mente e realtà. Si tratta di una scienza integrata che unisce metodo scientifico e dimensione spirituale.
Faggin invita a esplorare le proprietà straordinarie della fisica quantistica, affrontando fenomeni come l'entanglement quantistico, il libero arbitrio e la coscienza. Un punto chiave è l'avvertimento sui rischi dell'intelligenza artificiale: se continuiamo a considerarci macchine, saremo inevitabilmente superati dalle macchine stesse, con conseguenze pericolose per la società.
Ne deriva che alla base della realtà non c'è competizione, bensì collaborazione. La visione di Faggin è profondamente olistica e ottimista, sintetizzata nella frase che chiude la sua premessa: noi siamo luce, dobbiamo solo aprire gli occhi. Non mi trova propriamente in accordo ma rimane pur sempre, il punti di vista di una mente eccezionale.
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